Dal bulbo alla fiala, un processo meticoloso
Sui terrazzamenti del Monte di Portofino, ogni autunno, lo zafferano fiorisce per pochi giorni. Quello che segue è il racconto di un processo lento e antico, dove ogni passaggio è ancora un gesto della mano.

Messa a dimora
Selezioniamo soltanto i bulbi di calibro più grande, quelli che la terra ha promesso saranno generosi. È un gesto di pazienza e di scelta: così la produzione è stabile e i nostri terrazzamenti possono dare il loro meglio, fiore dopo fiore.

La raccolta dei fiori
Si lavora alle prime luci dell'alba, quando la brezza del Monte accarezza ancora il fiore e la luce è soltanto un'idea. Cogliere lo zafferano in quel momento significa custodire intatte le sue proprietà organolettiche e il suo profumo.

L'essiccazione
L'essiccazione è il passaggio più delicato: avviene immediatamente dopo la raccolta, a bassa temperatura, senza fretta. È il momento che fissa per sempre il rosso intenso dei nostri stimmi e ne custodisce ogni proprietà organolettica. Nient'altro che tempo, calore e attesa.

Il confezionamento
Lasciamo riposare lo zafferano per tre mesi prima di confezionarlo. È una pausa volontaria, che scongiura ogni traccia di umidità e regala alla fiala soltanto fragranza pura, pronta a viaggiare verso le vostre cucine.